Cani e gatti veg? Dal Koji in arrivo un nuovo tipo di pet food

Cani e gatti possono seguire un’alimentazione vegana? Si tratta di un tema dibattuto, che ogni tanto torna alla ribalta, poi per molto non se ne parla.

Certo certo, tu sei vegano, ma cosa dai da mangiare ai tuoi animali domestici?”. Alzi la mano chi non si è sentito rivolgere questa domanda almeno una volta. E allora vi proponiamo alcune riflessioni.

 

A cominciare dalla notizia riportata di recente dal National Geographic, che ha dedicato un articolo al Koji, un microrganismo che troviamo in molti alimenti e sapori asiatici tradizionali. E che a quanto pare è anche l’ingrediente chiave di un nuovo tipo di cibo per animali che potrebbe cambiare il futuro della produzione di pet food. Interessanti i dettagli riportati nell’articolo:

“In genere il koji si fa crescere direttamente su cereali come il riso, capaci di offrire al fungo gli amidi di cui ha bisogno per proliferare. Ryan Bethencourt, co-fondatoCanire di Wild Earth, dice che la loro tecnica prevede di mettere il koji direttamente in una soluzione a base di zucchero di barbabietola. Dopo l’estrazione lo pressano come si fa con il tofu, lo tagliano a fette e lo cuociono per ottenere il prodotto finale, simile per sapore e aroma a un cracker al formaggio.

L’obiettivo, spiega Bethencourt, è creare un cibo per animali di alta qualità che sia amico dell’ambiente, vegano e saporito. L’azienda prevede di immettere sul mercato il suo primo prodotto – uno snack – entro giugno, mentre verso la fine del 2018 arriveranno i croccantini.

L’idea di far sbarcare il koji anche nel cibo per animali è arrivata da Ron Shigeta, co-fondatore dell’azienda, un giapponese-americano di terza generazione già molto esperto nella coltivazione del fungo. “Ron fa crescere il koji ovunque, letteralmente, perciò ci siamo chiesti: potremmo usarlo come fonte di proteine primaria e non solo per dare l’aroma?”, racconta Bethencourt.

L’analisi dei primi prodotti a base di koji ha mostrato che erano fatti per circa il 50% di proteine; una bistecca, al confronto, si aggira intorno al 30%. Per quanto riguarda grassi, fibre e altri nutrienti, l’azienda pianifica di aggiungere altri vegetali come zucca, patate dolci, grano saraceno e fecola di patate.

“Quali sono gli impatti di una dieta vegana sulla salute generale di una cane?”. Bethencourt spera che la sua azienda riuscirà a rispondere a questa domanda. “Al momento non abbiamo dati, ma come abbiamo già visto per gli atleti vegani, pensiamo che una dieta priva di carne avrà effetti positivi anche per gli animali, forse addirittura sorprendenti“.


E i mici? Il koji da solo non è adatto per i gatti: come carnivori obbligati, hanno bisogno di mangiare carne per assumere nutrienti come la taurina e l’acido arachidonico. Ma “i gatti possono di sicuro tollerare una certa quantità di materia vegetale nella loro dieta, anche se dal punto di vista proteico hanno necessità maggiori rispetto a un cane o a un essere umano”, aggiunge Farcas. Bethencourt spiega che la sua azienda sta lavorando a un cibo per gatti a base di carne e sviluppato in laboratorio, a partire da cellule di topo cresciute in provetta.

Oltre a essere più etici, questi prodotti vorrebbero ridurre l’impatto ambientale legato all’alimentazione degli animali domestici di tutto il mondo. Secondo il National Pet Ownrs Survey del 2017-2018, solo negli Stati Uniti l
e persone convivono con 47,1 milioni di gatti e 60,2 milioni di cani. Questi numeri, insieme alla proliferazione di alimenti per animali “premium”, hanno spinto il geografo dell’Università della California Los Angeles Gregory Okin a fare un po’ di conti sulla produzione e il consumo di pet food.

In uno studio pubblicato nel 2017, Okin ha stimato che nei soli Stati Uniti cani e gatti mangiano calorie equivalenti a 62 milioni di Americani, ovvero un quinto della popolazione. Poiché la maggior parte di quelle calorie proviene da prodotti di origine animale, la loro produzione richiede molte risorse”.

 

 

 

Il tema ha quindi una sua reale importanza, da non sottovalutare. E dopo anni di dibattiti, pare si sia giunti a due conclusioni importanti. La prima: dopo 60.000 anni di adattamento alla vita con l’uomo, il cane è ormai diventato a tutti gli effetti onnivoro, la sua dieta può quindi esser trasformata in vegetariana senza alcun problema. La seconda: il gatto è invece carnivoro e ha bisogno, ad esempio, di taurina. 

Detto questo i produttori di cibi vegetali per animali hanno trovato formule per integrare e soddisfare le esigenze di cani e gatti in modo cruelty free. E più sano. Sono ormai numerosi i vegani che scelgono questo tipo di alimentazione per i loro animali domestici. Come ad esempio la nota Paola Maugeri, che racconta:

Ho sempre dato cibo vegetale al mio cane e ai miei gatti.

Sono cresciuti magnificamente senza avere mai problemi di salute, si sono sempre dimostrati amanti di cereali, frutta e persino di frullati verdi. Nina, il mio adorato cane, è morta di vecchiaia accoccolata nella sua cuccia.

Per anni il mio veterinario mi ha preso in giro, ma constatando lui stesso l’incidenza sempre maggiore di malattie dovute all’alimentazione nei nostri cani e gatti, mi ha dato finalmente ragione e adesso è il primo a suggerire cibo di origine vegetale per contrastare allergie e patologie varie”.

 

 

Info utili:

Esistono in commercio varie linee di alimenti vegetariani per cani e gatti.

Il sito di VIVO elenca, oltre alle aziende di pet-food che non fanno test su animali, anche quelle che hanno una linea vegetale, sia per cani che per gatti:

www.consumoconsapevole.org/pet_food_e_vivisezione.html

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