Frutta, erbe, arbusti. Dalla Tanzania incisioni veg di 12 mila anni fa.

Senza dubbio è una notizia che incuriosisce. Che poi possa segnare una svolta nel mondo in cui ci approcciamo ai condizionamenti culturali, a ciò che si dice essere “così per natura”…beh, chissà.

In ogni caso è bello parlarne.

 

Uno studio appena pubblicato, «Miti e ricordi dimenticati: l’arte dei primi raccoglitori, dalla Tanzania a un modello mondiale», testimonia l’esistenza di incisioni fossili nelle quali non compaiono scene di caccia. La documentazione è stata raccolta da Emmanuel Anati, che nel 1964 fondò il Centro camuno di studi preistorici. Ed editata da Atelier Research Center in collaborazione con Uispp-Cisenp. A parlarne è il quotidiano Bresciaoggi:

 

L’articolo parla del vegetarianesimo di una popolazione tanzaniana vissuta qualcosa come dodicimila anni fa. «Lo testimonia un insolito tipo di pittura su roccia, elaborato in una sorta di stile surreale – spiega nella sua pubblicazione Emmanuel Anati –. Le sovrapposizioni stratigrafiche indicano in questo caso una datazione probabilmente precedente alle fasi iniziali dei cosiddetti Cacciatori tardivi. L’impronta appartiene allo stesso periodo dei Primi cacciatori, ma mostra diversi repertori di immagini. Questo insieme di dipinti è caratterizzato da gruppi imponenti di esseri antropomorfi senza volto partecipanti a spettacoli o attività rituali. Include un’ampia varietà di fondali, alcuni apparentemente mitologici, e figure che presumibilmente possono rappresentare entità soprannaturali». 

 

 

Frutti, foglie, arbusti. Tantissimi simboli e nessuna scena di caccia. Nelle sue incisioni questa popolazione della Tanzania non riporta archi e frecce, ma scene di vita contadina. Si legge ancora nell’articolo di Bresciaoggi:

 

 

«Tutto fa presumere che la raccolta, piuttosto che la caccia, fosse la loro risorsa economica principale. Di conseguenza, la dieta sarà ragionevolmente stata in prevalenza vegetariana – commenta Anati –, anche se non è chiaro sotto quale influsso sia avvenuta questa diversificazione: mutamenti climatici, nuove risorse naturali, semplice cambio d’abitudini alimentari». Adattamento o scelta? Il pattern tanzaniano dei Raccoglitori (la raffigurazione di temi vegetali, di immagini umane e animali deformate a causa dell’uso di piante allucinogene) è stato rintracciato anche a Kimberley in Australia, nel Texas, in California, Messico e Spagna.

 

 

Interessante, scoprire che forse forse anche la prospettiva sul passato va cambiata, ampliata, rivista. Sapere che sì, i primitivi cacciavano. Ma alcune popolazioni davano alla raccolta dei frutti un valore ben più alto. Perché di erbe e frutta era fatta principalmente la loro alimentazione quotidiana.

 

 

 

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