Dress Me Veg. Perché dietro una maglietta sta un intero mondo

 

Quella che ha intrapreso Laura è una grande  e coraggiosa avventura. La sua linea d’abbigliamento Dress Me Veg 100% vegana utilizza cotone proveniente da coltivazioni biologiche certificate. I tessuti sono tinti a mano, con sostanze minerali, vegetali e con piante tintorie. Le stesse che si utilizzavano nell’antichità. Perché essere vegani non è solo una questione di cibo, è qualcosa di strettamente legato alla nostra vita, e l’abbigliamento ne è parte indissolubile.

 

Leggete qui cosa sta dietro a una “semplice” maglietta…e riflettete gente, riflettete 😉

 

 

Comincio dalla prima riflessione che mi sorge in modo immediato: il mondo della moda e dell’abbigliamento è in genere ben poco etico e sostenibile (dai tessuti animali fino ai pesticidi e  alle sostanze chimiche usate in larga scala). Quanto è difficile andare controcorrente?

Domanda più che pertinente: è questo il motivo che mi ha spinto a voler realizzare una linea di abbigliamento ad impatto zero. Ho lavorato nel sistema della moda in grandi aziende per oltre quindici anni, e posso confermare che la maggior parte dei marchi più conosciuti l’etica non sa nemmeno cosa sia.

Per me è stato un processo inversamente proporzionale: più cresceva la mia consapevolezza ambientale, meno mi sentivo adatta a lavorare in quel mondo, fino a che ho iniziato davvero a sentirmi un pesce fuor d’acqua. Quando poi, l’azienda in cui lavoravo da sette anni, mi ha invitato a non tornare dalla gravidanza quando ero incinta di sette mesi, ho capito che era proprio giunto il momento di lasciare quell’ambiente per lanciarmi in una nuova avventura.

 

 

Dress Me Veg. Perché hai deciso di  lanciarti in questa splendida (e impegnativa) avventura?

Avevo (e ho tutt’ora) bisogno di lavorare per qualcosa che mi rispecchiasse al 100%, non avevo più intenzione di mettermi una specie di maschera per andare bene al capoufficio di turno.

Sono vegana, attenta all’ambiente, animalista da sempre e credo nel rispetto delle persone: tutti elementi che stridono in un sistema convenzionale. Credo che siamo giunti in un momento storico in cui tutti dovremmo informarci di più riguardo ciò che ci mettiamo addosso.

Purtroppo la quasi totalità dei capi che troviamo nei negozi proviene da filiere con un impatto ambientale enorme. A cominciare dai fertilizzanti e pesticidi chimici utilizzati nella coltivazione del cotone. Passando dalle tinture dei tessuti, altamente inquinanti e spesso tossiche sia per chi li mette addosso che per i lavoratori che li respirano. Fino agli antiparassitari spruzzati nei containers che affronteranno settimane di viaggio prima di giungere allo smistamento in magazzino.

 

 

Quali caratteristiche hanno i vostri tessuti e come li tingete?

Utilizziamo solo cotone biologico, che quindi viene coltivato utilizzando unicamente fertilizzanti e pesticidi organici e non chimici. In questo modo, oltre a preservare la salute dei lavoratori e dell’ambiente, si arricchisce il suolo invece di impoverirlo con sostanze nocive.

Le magliette vengono poi tinte tramite un procedimento manuale che ha origini molto antiche: la tintura con le erbe, usata già all’epoca degli antichi romani, che regala meravigliose sfumature al tessuto, rendendo unico ogni capo. Utilizziamo piante come la Robbia, il Legno di Campeggio, l’Indaco

Si tratta di una lavorazione lenta che prevede vari passaggi, ma che regala tante soddisfazioni. Ed è a impatto zero sull’ambiente.

 

 

Le vostre scelte ottengono il giusto riscontro che meritano? Non sempre si è attenti a ciò che si indossa…e si sottovaluta quanto anche l’abbigliamento abbia un ruolo importante nella scelta vegan….

Devo dire che ho riscontrato scetticismo anche da persone che si professano attente all’ambiente e vegane al 100%, ma da un lato le capisco. Se nel campo dell’alimentazione oramai la scelta vegan e biologica è ovunque e in espansione, non possiamo certo dire lo stesso dell’abbigliamento, poichè l’informazione in questo ambito è pressochè inesistente.

Normalmente i vegani elogiano giubbini in finta pelle, non pensando che si stanno mettendo addosso un articolo fatto con il petrolio, per la cui realizzazione sono stati inquinati corsi d’acqua ed i lavoratori sono stati costretti a respirare sostanze nocive.

La mia missione è informare le persone che è possibile vestirsi senza causare sofferenza, anche indiretta, a nessun essere vivente. E’ vero che le alternative sono rare, per cui al momento non è possibile vestirsi in modo etico dalla testa ai piedi. E’ anche vero però che si può iniziare con poco e che i cambiamenti partono sempre dal basso. Sono fiera di poter dare il mio piccolissimo contributo a questa causa così importante.

 

Quali sono le più grandi soddisfazioni che hai ottenuto…e quali i sogni ancora da realizzare?

Soddisfazioni, tante. Già il fatto di realizzare magliette che non hanno causato inquinamento e sofferenza è una grande soddisfazione! E poi sono stata contattata da blogger, riviste, siti a tema “green”.

Il sogno da realizzare sarebbe quello di vedere distribuita la mia linea in tanti negozi in tutta Italia e, perchè no, anche all’estero. Ma per ora rimane un sogno nel cassetto.

Avrei bisogno di un collaboratore che abbia la mia stessa voglia di cambiare il mondo un pezzettino alla volta, ma trovare la persona giusta non è facile.

Dovrebbe scattare un colpo di fulmine, un po’ come nell’amore…

 

 

 

 

Info utili:

https://www.dressmeveg.com

Fb: @dressmeveg

 

 

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