Un bagaglio di culture e libertà. In viaggio con Silvia Bianco.

E’ una di quelle persone che è davvero bello conoscere. Perché ha sempre un sorriso da regalare, perché ha mille progetti per la testa, perché guarda al mondo con curiosità e ottimismo. Silvia Bianco è tante cose. E’ una redattrice e una blogger, è una chef che incanta con i suoi showcooking, che inventa deliziose ricette per la rivista d’alta ristorazione “La Madia Travel Food”. E’ una sensualissima attrice hard. E’ vegana. E negli anni è diventata una vera e propria “testimonial veg”, che gira il mondo, conosce gente, parla della propria scelta in modo profondo e gentile. Evitando provocazioni. Unendo l’amore per gli animali al rispetto per l’ambiente e per qualsiasi forma di vita.

 

Amo molto viaggiare -racconta Silvia-. Da piccola mi piaceva andare in bicicletta, volavo con la fantasia, provavo una sensazione di libertà. E’ la stessa aria che respiro ora quando viaggio. Mi fa star bene e per me è diventato anche un modo per aiutare in modo concreto la causa vegana”.

Dubai è una delle città che Silvia frequenta spesso. “E’ una realtà particolare, ricca di etnie, cosmopolita. A Dubai ci sono moltissimi posti attenti all’alimentazione veg, ci sono molti giovani, c’è una bella comunità vegan”. Lei fa consulenze a ristoranti, tiene corsi, si diverte cucinando. E ha in serbo il progetto per una start up da avviare proprio a Dubai, collegata a un’altra bella esperienza che ha vissuto. A Hong Kong. Dove ha partecipato al Vegetarian Food Asia, uno dei più grandi e rinomati di tutta l’Asia.

 

 

“Hong Kong è una città dall’impatto forte – spiega Silvia-, è stata una grande esperienza che mi ha consentito di stringere nuove amicizie. Alla fiera ha partecipato una marea di gente, mi sono divertita. Immaginatevi uno showcooking con accanto la traduttrice cinese pronta a ripetere ciò che dicevo. La ricetta?! Ho preparato un bel tiramisù vegan e low cost, con Pan di Spagna fatto di farina di ceci. Lo hanno divorato”.

Chiacchierare con Silvia è un po’ come viaggiare. Ti fa vivere le sue avventure, ti racconta di luoghi affascinanti. Di Singapore. Di un tempio buddista nel quale torna ogni volta che può. “E’ un posto speciale – ricorda Silvia-. Si mangia a self service, tutto vegan. Paghi con una libera offerta al tempio. I monaci vengono a pranzare lì con te, li conosci. Per me tutto nasce così: viaggio, imparo, stringo nuove amicizie, faccio tesoro di ciò che vivo, d’ogni scambio culturale”.

 

 

 

Un bagaglio culturale che l’accompagna poi ovunque e la porta a guardare le cose in modo positivo. “Sono convinta che molte persone si stiano avvicinando al veganesimo -dice-. C’è chi all’inizio lo fa per mangiare in modo salutare, ma poi finisce inevitabilmente con l’abbracciare anche la causa etica e l’attenzione per l’ambiente. Nei vari showcooking che faccio mi è capitato di incontrare molte persone interessate, anche anziane, pronte a lasciarsi incuriosire e a rivedere il proprio modo di cucinare”.

E l’approccio di Silvia alla causa vegan è intelligente e costruttivo. “Non sono una che insiste, non cerco di cambiare la testa della gente -spiega-. Sono gli amici e le persone che incontro a farmi domande, a provare i miei piatti, ad avvicinarsi al mondo veg. Prima o poi qualcosa scatta nella mente, magari non oggi, magari tra qualche tempo. Ma prima o poi ci arrivi. Le provocazioni non servono”. Servono i buoni esempi. E persone ricche di stimoli con le quali confrontarsi, provando a cambiare prospettiva.

 

 

 

Info utili:

www.silviabianco.com

 

 

0 Comments

X